Gli occhi golosi e curiosi di Aldo Nove

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Marina Baumgartner intervista Aldo Nove

Aldo Nove, vate della lingua ipermedia, filosofo morale di un mondo immorale, amante libertino della scrittura.

Prologo

Stanotte alle quattro mi sono svegliato e mi sono messo a guardare San Bernardo su YouTube. E adesso non so se sto dormendo e durante questo sogno tu mi hai chiamato, comunque i sogni sono realtà dunque cominciamo.

Se ti dico gourmand eyes, così senza pensarci, a cosa li associ?
All’incrocio di due sguardi, all’unione di due tipi di piacere, una cosa tipo incrocio fra tacco 12 e Stoya, una delle fidanzate di Marylin Manson, beh, tutta un’altra stoya….

Occhi golosi, curiosi… i tuoi sono occhi che hanno visto tanto, che hanno scritto tanto. Sei ancora capace di essere goloso, curioso? Di cosa?
Decisamente sì, la mia autopercezione del fatto di essere vivo dipende molto da questo, quindi i mesi appena passati sono stati abbastanza duri, anche perché c’è poco da scoprire in casa propria… l’interno del frigo, il dietro del frigo… un rapporto col frigo cresciuto nei mesi, anche se è quasi vuoto, ma penso che il minimal sia indicativo di una certa cura, non vedere tanto è vedere bello, un bel frigo vuoto può essere interessante, anche se non funzionale. Adesso questo elettrodomestico contiene un melone e alcune delle mie varie ossessioni targate Amazon: scatole di complessi multivitaminici, di cui mi dimentico e che ritrovo scaduti almeno da un paio di anni, vitamina C e B, essenza di fagioli rossi per regolarizzare la pressione, melatonina… Poi il mio frigo dietro è caldo e davanti e dentro freddo, contrasti interessanti. Esprimere concetti normali? Ma il normale è già costituito nel tuo cervello, quindi non fai che ripetere l’ovvio.

Amore, cibo, vino: in ordine di preferenza, parliamone!
L’ordine è questo, per il primo siamo su livelli del 78%, come dice Franco Battiato “tutto l’universo obbedisce all’amore”, certo non al vino, anche se sarebbe più simpatico. Per il cibo sono sicuramente molto attento al lato qualitativo, e anche quantitativo; questo non
va bene, quando non riesco a mettermi dei pantaloni che un anno fa mettevo, osservando con tenerezza il cuscinetto posto fra il petto e il ventre. Mi piace mangiare, in tutti i sensi, dalla raffinatezza al ristorante ad abbrutirmi di notte con cibo spazzatura che tengo rigorosamente non in frigo: quello deve rimanere vuoto. Le Pringles sono tossiche, cerco di non tenerle in casa, e poi nessuno mangia una patatina per volta, almeno sette otto insieme, ed è tutto uno scricchiolare salato, il gusto diventa tatto e quindi senti questo meccanismo che le papille gustative ascoltano. Una cosa notturna e fugace, le patatine nel letto riservano simpatiche sorprese la mattina dopo, tracce che ti ricordano il tuo peccato notturno.
Del vino sono stato un grande estimatore, fino a che è successo qualcosa, ormai da 15 anni. Mentre prima ero un degustatore specialmente di rossi passiti, ha cominciato a darmi fastidio l’alcol e sono diventato mio malgrado astemio; al ristorante chiedo a tutti di annusare il bicchiere col prezioso liquido, ma se lo bevo sento una forma di fastidio, posso ubriacarmi con un bicchiere, mentre prima scolavo una bottiglia di barolo con entusiasmo da solo… le intolleranze sono strane, anche i babà mi sono nocivi.

L’amore è il sesso? Il sesso è l’amore?
L’amore non è il sesso, ci sono anche tante cose nella vita, un parente caro, un figlio che nasce, la totale identificazione delle due cose mi sembra forzata, esiste anche tantissimo sesso senza amore. Non esiste rapporto sessuale, come diceva Carmelo Bene la sessualità è una forma suppletiva della masturbazione, un surrogato della masturbazione.

Un’esperienza d’amore che vuoi raccontare.
C’era una volta io… aveva 35 anni e adesso inizia la parte banale, io iniziò a chattare, mi scrisse via mail questa persona per chiedermi un’intervista sul sesso, è iniziato uno scambio di lettere e abbiamo voluto far sì che non si animasse o svuotasse vedendoci, quindi niente webcam e niente foto, piano piano ha preso decisamente forma, con una
forte preponderanza del corpo. Molto consapevolmente ci siamo dati appuntamento nella città dove stava lei, che non è quella dove stava io. Treno, hotel, avidità pazzesca, volevo scappare, ma secondo le regole che ci eravamo dati, sono entrato nella stanza dell’albergo completamente al buio, mi sono denudato e messo nel letto e verso le 4 del mattino ci siamo visti. Nel frattempo ci eravamo fatti un’idea, aiutati dal tatto e dal gusto; quando ci siamo visti eravamo molto contenti, abbiamo riso, un’atmosfera di leggerezza bella, poi abbiamo spento ancora la luce, fatto parecchi esperimenti, la luce era perfetta. Forse non la più originale delle mie esperienze amorose, ma la più intensa e anche la più bella, è durata due anni e mezzo, anche tre, io avevo aspettative diciamo “altarelle”.

Un’esperienza di sesso da condividere con i lettori.
Sempre una ragazza, direi qui c’è il rilievo comico e non sessuale, una decina di anni fa, siamo ancora amici – sempre amici o anche amanti – camera d’ albergo prenotata, siamo nel talamo e inizia tutta una cosa di petting, nel frattempo passano le ore ed evidentemente non è andata splendidamente, non c’è stato un vero e proprio rifiuto, ma ad un certo punto fisiologicamente si è palesato l’aspetto del sonno, l’impressione è stata quella del tour de force di tre giorni, verso le 6 e mezzo del mattino sembrava che stesse avvenendo l’atto, quello che sancisce il tutto, ma a un certo momento ci addormentiamo, ne abbiamo parlato e nessuno dei due ha la certezza e non sapremo mai se è accaduto o no, in un inconscio senso di fantozzianeria, inizi l’atto e ti addormenti simultaneamente, può essere una forma di appagamento, nella posizione eravamo molto classicisti, tradizionali direi. Ma non si sa e non si saprà mai. Le due tre esperienze omosessuali hanno sempre riguardato l’aspetto orale, due volte sono sicuro ed è anche stato piacevole ma non da richiedere una bramosa voglia di ripetizione, come un dolce strano gustato in un paese esotico, torni in patria e te ne dimentichi; la terza volta eravamo entrambi talmente ubriachi che abbiamo delle tesi contrarie sul fatto che sia avvenuto o meno; se è avvenuto non particolarmente goduto, e comunque non c’erano morsi a testimonianza tangibile, ci sono dei misteri della vita che non si sa. Come i misteri di Fatima, che però avvenivano all’aperto e in alto, qui no, sarebbe pericoloso il sesso acrobatico con paracadute! A me piace il letto, lo trovo molto adatto.

Il sesso è stato come te lo eri immaginato da piccolo? Meglio, peggio?
Come le montagne russe! Essendo stato un utente precoce di giornaletti o frammenti di giornaletti trovati ovunque – metà de “Le Ore” per esempio ti faceva fare viaggi di giornate – a dieci anni c’era tutta la fase elaborativa della cosa fra maschietti, “ma secondo te i pompini li fanno anche le donne normali o soltanto le puttane dei giornaletti??? Ma è ovvio, una mica se lo prende in bocca, lo fanno per i giornaletti!” Poi un giorno mi ha preso e portato in camera da letto, io avevo 17 anni come lei e mi piaceva tantissimo, ma non lo avevo mai espresso in modo esplicito, implicito sì, io al di là dell’elettrocardiogramma che avrei fatto esplodere in quel momento con le mie 500 pulsazioni al minuto, penso di essere un romantico, lo ero anche allora…
Campo semi onirico, ma sta succedendo davvero? A me e sono ancora piccolo! Menomale che lei aveva un’estrema intraprendenza, io nel frattempo ero regredito ai due anni, volevo solo una tetta da ciucciare, regredito assai. Stavo sdraiato sul letto, era buio, a un certo punto ho sentito che era successa quella roba lì, sono rimasto un po’ male… ma tutto qua? Però mica è brutto, per lei non era la prima volta, ma la sua prima era stata bruttina assai, io ero principiante… diciamo che eravamo problematici. Chiudo gli occhi e mi abbandono a questa sensazione gradevole, a un certo punto la sensazione cambia, apro gli occhi e mi stava accadendo la cosa dei giornaletti che anni prima si diceva facessero solo le puttane! Di sicuro più bella di quell’altra traditional, e poi forse dopo un paio d’ore mi ero ambientato, i battiti cardiaci erano scesi sotto i 500.

Tu sei un raffinato gourmand, ami cucinare, sperimentare, e naturalmente mangiare. Il cibo può essere sensuale?
Non cucino mai per me, sono solo da due anni e mi mancano le forze e il desiderio di farlo; se devo farlo per me, manca il piacere della condivisione, un elemento traslatamente erotico, è bello condividere, allora sì, è sensuale. Ho fatto un corso di profumeria e ho scritto un libro sui profumi, l’aspetto sessuale è fortissimo nella costituzione dei profumi, collegamenti ancestrali con sfumature di odori genitali o anche semplicemente di pelle, negli odori associati al gusto comunque c’è sempre questo elemento, non si possono scorporare, l’elemento erotico è fondante nel cibo.

Mangeresti ad occhi chiusi?
Sì, fatto, occhi bendati, apri la bocca, arriva la fragola, la lingua dell’altra persona, bellissimo, emozionante, anche questo lega molto erotismo e cibo, il fatto del gioco, sennò devi pacificare gli ormoni o nutrirti per non morire, senza la capacità di costruire giochi.
Credo di non aver mai fatto una sveltina, non ci trovo l’elemento ludico, forse ho bisogno di una certa componente di cerebralità. Meglio i giornaletti, quando volevi smettere smettevi e basta, l’altra persona non è che la spegni.

Hai mai conquistato una donna con il cibo? Racconta!
Anche con il cibo, almeno in un caso è stato un elemento che ha concorso, solo con il cibo mi sa più di pozione magica, direi di no.

Cucinare insieme ad una donna può essere erotico?
Assolutamente sì, diverse volte ha favorito il post cena – anche magari non previsto – è divertente, crea complicità e già una certa unione fisica mediante la condivisione olfattiva, non so se esistano cibi afrodisiaci, ma ad esempio in qualche modo il cibo speziato stimola maggiormente il sistema dei sensi, questo lo si può definire sensuale, mentre mangiare assieme la pasta al burro lo definisco poco afrodisiaco! Un ulteriore legame fra erotismo e cibo è dato dai colori, tutti i sensi che si legano, la cucina indiana è fortemente afrodisiaca, piena di colori e coinvolgente a livello olfattivo e di gusto, con un rapporto molto forte con la carne, ma anche un piatto di verdura può esserlo!

La cosa più divertente che hai fatto da ubriaco.
Prima di smettere, più di una! Mi sono mangiato le mutandine della partner, gliele ho tolte dopo aver degustato le parti sottostanti; siccome le medesime avevano un buon odore, con i denti – e anche mantenendoli tutti intatti – le ho lacerate deglutite e digerite. Ma erano in pizzo molto leggero.

Il tuo codice erotico nel bicchiere.
Farsi passare il vino dalla bocca dell’altra, lei beve e te lo passa direttamente in bocca. E a proposito di orifizi, ammiro lo splendore della natura che ha unito in due unici organi le funzioni escretorie e quelle erotiche. Da bimbo conosci soltanto le prime, e colleghi lo sporco al sesso, con gli stessi organi preposti, ma poi gli ormoni iniziano a lavorare e passi da considerarli sporchi a dispensatori di piacere. Cioè, dove si eliminano le schifezze, ma anche posti sublimi.

Cibo del cuore.
Sia gustose che erotiche, le melanzane alla parmigiana, così unte morbide e porcellose… ho avuto chi me le faceva in modo superbo.

Bevanda del cuore.
Tutti i vini da meditazione.

Donna del cuore.
Quella del mio libro “Amore mio Infinito” che voleva essere la descrizione dell’incontro visivo con l’altra persona; in piazza Cordusio a Milano ci guardavamo per un’unità di tempo quantica, non definibile, fra i sette-otto secondi e i quindici secoli. Guardarsi negli occhi è stato un viaggio astrale, incredibile.

Capelli dorati come il grano, pelle di pesca, labbra come susine… continua tu.
…come un astice arrostito sulla spiaggia, pescato cotto e mangiato con le mani, e ti devi sporcare e ciucciare le chele, devi finire che sei tutto unto e sporcaccione… si capisce di cosa parlo?

Silvia Saint

Cosa vorresti davanti agli occhi, ADESSO?
La Diva degli anni 90 Silvia Saint, ha salvato dal suicidio tanti maschietti! Di una capienza incredibile! Quando penso a lei addirittura mi commuovo, tanto bello c’è….

Conclusione

Aldo Nove - Poemetti della sera

“Poemetti della sera” di Einaudi è l’ultimo libro di Aldo Nove, uscito durante la pandemia. “… Il giorno della mia morte sarà il giorno del mio matrimonio con ogni istante. Nulla sarà più distante”. Un dialogo con le grandi questioni, dal tempo all’universo.

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Marina Baumgartner
Marina Baumgartner, romana di nascita e fiorentina d’adozione, vive e lavora a Milano, città che adora. Giornalista, ha scritto di viaggi, di persone, di storie fantastiche, di Paesi lontani. Ma anche di cibo e vini buoni, due grandi piaceri della vita. Lavora come copywriter per un’agenzia fiorentina, piena di belle idee e di bella gente. Ama viaggiare, molto spesso da sola, la buona musica, essere innamorata, le bollicine, gli spaghetti al pomodoro, la solitudine di fronte al mare, gli abbracci e gli amici veri. Scrivere è il suo respiro.

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