Gli occhi golosi e curiosi di Sandro Bonvissuto

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Credit @ Matteo Bianchi Fasani

Sandro Bonvissuto, scrittore, per vivere fa da sempre il cameriere in una trattoria romana. 

Se ti dico gourmand eyes, così senza pensarci, a cosa li associ?
Per mia estrazione professionale li associo al mio lavoro, a tutto quello che c’è dietro al cibo, al locale dove sono stato tutta la vita, luogo di grande fascinazione. All’andare fuori, gli amici, alla tavola, al desiderio di cose che rendano la gente diversa, pulsioni forti, lo sbloccarsi dalle paludi interiori, intrattenere un rapporto, il desiderio sopito ma non morto di condividere con gli altri.

Occhi golosi, curiosi… i tuoi sono occhi che hanno visto tanto, gente, cose, storie. Sei ancora capace di essere goloso, curioso? Di cosa?
Credo ci siano due dimensioni, pubblica e privata che debbono dialogare, in questo momento la dimensione privata è la lettura, la scrittura e il silenzio. Io sono un animale da palcoscenico, ma capace a casa di grandi silenzi. Ascoltarsi e fare un po’ pace con se stessi. Adesso, senza lavoro, il privato si è allargato, è diventato lui la mia curiosità. Adesso la dimensione intima è diventata l’unica.

Amore, cibo, vino: in ordine di preferenza, parliamone!
eccezionalmente puoi avere anche tutto insieme senza dover scegliere, come quando stai con la tua donna: fai l’amore, bevi una bottiglia a letto, mangi. ecco, preferisco così.

L’amore è il sesso? Il sesso è l’amore?
No, nel senso che sono due fenomeni diversi che convivono nell’incontro, raramente in una misura di eccellenza ed equilibrio.

Un’esperienza d’amore che vuoi raccontare. Un’esperienza di sesso da condividere con i lettori.
L’amore ci stupisce sempre, e la storia più bella deve ancora venire, vi racconterei quella, se la conoscessi. Allo stesso modo stupisce anche il sesso, che è qualcosa di fisiologico, per questo capace di grandi innovazioni, e doverosi cambiamenti; me ne accorgo oggi, che, dovendo fare a meno delle risorse della gioventù, noto come sia diventato incredibilmente pieno e intenso. vorrei condividere proprio questo con i lettori, la bellezza del sesso consumato da adulti.

Il sesso è stato come te lo eri immaginato da piccolo? Meglio, peggio?
è stato diverso da come me lo ero immaginato, non saprei dire se meglio o peggio. Oggi mi sento sereno e sono sempre più convinto che il sesso sia un indicatore importante della salute del rapporto. Non risolve una relazione anche quando funziona bene, se va male però la sfascia.

Tu cucini e ami mangiare. Il cibo può essere sensuale?
Molto, i banchi del mercato, la macelleria, la pescheria, il vino, l’olio, gli odori parlano ai sensi. I recettori sono i medesimi della sessualità. Un piatto soddisfa i recettori visivi e olfattivi, così come ci si sente inebriati all’odore della pelle dell’altro. Lo dimostra la diffusione di trasmissioni di cibo che in questo periodo guardiamo in modo ipnotico e torbido; il cibo è sensuale.

Mangeresti ad occhi chiusi?
Credo che la vista sia uno degli organi che intervengano nella questione alimentare. T’assiste però l’olfatto, il senso più antico, e se non potessi vedere mi affiderei all’olfatto. E’ il senso più primitivo, umiliato nella vita quotidiana, e nel cibo diventa più importante della vista. La domenica a pranzo da mamma senti l’odore del sugo, lo stesso dal 1988 e sai che è quello. La domenica a casa di mamma posso mangiare bendato!

Hai mai conquistato una donna con il cibo?
Molto più spesso l’ho persa! In cucina sono un vero macho, mano pesante, cucina tradizionale, olio e grassi, odori, soffritti, interiora, insomma l’antitesi del romanticismo, tanto uomo di Neanderthal! Sono per i pasti separati. A volte dopo aver condiviso un’insalatina dico “ma non se magna qua?” Quindi me alzo e me cucino!

Cucinare insieme ad una donna può essere erotico?
Moltissimo, come tante altre cose che si fanno insieme, molto difficile perché gli equilibri fra i due generi si mettono a dura prova, la donna ha esigenze alimentari profondamente diverse, legate alla biologia di un altro corpo. Quando arriva, è un dialogo sensuale che a me fa impazzire.

Vino, bollicine, ebbrezza, parliamone. La cosa più divertente che hai fatto da ubriaco.
la cosa più divertente è stato scrivere dopo aver bevuto troppo, lo ho trovato davvero suggestivo, perchè ti sposta, ti dà un’altra prospettiva. Sono molto abituato a bere in compagnia, ma uno stato di alterazione vissuto in solitudine, è un’esperienza da fare, molto trasgressiva, soprattutto per chi scrive con norma, con disciplina. Da provare.
Il vino è molto marpione e molto amico della donna, ha qualcosa di omerico, che smuove, sostanza molto antica, da usare con attenzione. Il vino è torbido ma anche il luogo dove trovare qualcosa di se stessi, perchè ti confonde in modo antropologico, è davvero il nettare degli dei, ti eleva a una dimensione dionisiaca.

Cibo del cuore, bevanda del cuore, donna del cuore.
Cibo legato al pasto tradizionale, ho esplorato tanto, non rinnego niente, anche un mangiare lontano da me, ma ancora oggi la cucina romana di casa è il luogo della gioia
Per bere, ho passione per la birra vicino e lontano dai pasti, il bianco tradizionale a tavola, vino del territorio, Lazio e Abruzzo, e grande passione per il rum, bevanda straordinaria che ancora mi sa conquistare, soprattutto di notte.
La donna del cuore naturalmente è mia figlia, con la quale ho ricominciato a condividere il mondo enogastronomico e rivedere in lei, ormai donna adulta, tante passioni mie con dovute differenze dovute all’età e al carattere, mi commosso. Ama mangiare, sa cucinare e trattare il cibo con le mani, si sporca, ha un rapporto molto fisico col cibo, e se deve ammazzare il maiale si tira su le maniche e lo fa. Questa è una donna unica, forte forte forte.

Capelli dorati come il grano, pelle di pesca, labbra come susine… continua tu.
Per rimanere in stagione la rotondità dei carciofi romaneschi pieni con quelle circonferenze che ricordano i seni contenuti dai reggipetti al mare, gli agretti la peluria inguinale…. quanti richiami alla sessualità!

Cosa vorresti davanti agli occhi, ADESSO?
Più di tutto mi è mancato il mare, che sempre associo allo spaghetto con le telline e a un bel bicchiere di bianco freddo.
E tana libera tutti.

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Marina Baumgartner
Marina Baumgartner, romana di nascita e fiorentina d’adozione, vive e lavora a Milano, città che adora. Giornalista, ha scritto di viaggi, di persone, di storie fantastiche, di Paesi lontani. Ma anche di cibo e vini buoni, due grandi piaceri della vita. Lavora come copywriter per un’agenzia fiorentina, piena di belle idee e di bella gente. Ama viaggiare, molto spesso da sola, la buona musica, essere innamorata, le bollicine, gli spaghetti al pomodoro, la solitudine di fronte al mare, gli abbracci e gli amici veri. Scrivere è il suo respiro.

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