Gli occhi golosi e curiosi di Giusy Cascio

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Giusy Cascio, giornalista, moglie, mamma. Ha una passione sfrenata per i congiuntivi corretti e per Raffaella Carrà. Ama il verde smeraldo, gli anni Ottanta e la narrativa americana.

Se ti dico gourmand eyes, così senza pensarci, a cosa li associ?
A una benda, perché quando sei bendato immagini in genere le cose più goduriose.

Occhi golosi, curiosi… i tuoi sono occhi che hanno visto tante persone, tante situazioni, tante storie palesi e segrete. Oggi, di cosa sei golosa, curiosa?
Di cambiamento, che pervade tutti gli aspetti della vita, da quella familiare alla casa, mi piacerebbe sempre cambiare l’arredamento, il luogo dove abito…e cambiamento anche professionale, il fatto di intervistare sempre persone nuove o anche le stesse in momenti diversi è comunque una forma di allenamento al cambiamento, perché non siamo mai gli stessi, identici: cambiamo anche durante lo stesso giorno. E di questo sono eternamente golosa.

Amore, cibo, vino: in ordine di preferenza, parliamone!
L’ordine è questo! Ho sempre fame di amore, il cibo è sempre stata una componente fondamentale nelle mie storie d’amore, vino ne bevo poco perché dopo che è nata mia figlia sono diventata astemia. Non sono mai stata una grande bevitrice, mai tollerato tanto il vino, tollero meglio il super alcolico. Dopo nove mesi di gravidanza e otto di allattamento in cui non ho bevuto, ho ripreso, ma mi venivano macchie sul collo. Più che l’alcol penso mi diano fastidio i solfiti, quindi basta vino. Però è rimasto spazio per cocktail e super alcolici!

L’amore è il sesso? Il sesso è l’amore?
No, no e no! Quello che non deve cambiare nè nel sesso nè nell’amore è l’amor proprio!

Un’esperienza d’amore che vuoi raccontare.
Racconto perché mi sono innamorata di mio marito, molto facile. Per come scriveva i temi di spettacolo, ambedue frequentavamo la scuola di preparazione agli esami da giornalisti professionisti, e i nostri temi venivano letti; lui ne ha scritto uno su Dario Fo, il perfetto slapstick italiano, io ho pensato lo voglio sposare e ho cominciato a corteggiarlo pesantemente. Lo slapstick è anche il bello del sesso, se è troppo perfetto e non si ride mai, è finto. Se si ride meglio, magari non durante, o prima o immediatamente dopo!

Un’esperienza di sesso da condividere con i lettori.
Hotel Marriott di Colonia, la notte fra il 30 aprile e il 1 maggio 2009, di quella sera mi ricordo i cuscini comodissimi, mi ricordo che stavo così bene che dissi a mio marito guarda che fra 9 mesi nasce una bambina…ma come ti viene in mente? Abbiamo riso tanto ma un mese dopo ho fatto il test: ero incinta. Il letto era comodissimo, io sono una che il sesso lo fa solo in posti comodi. Sono del Toro, molto materiale e mi piacciono le comodità, questo nella parte erotica della vita lo riscontro particolarmente, niente pavimenti e lavatrici per me!

Il sesso è stato come te lo eri immaginato prima di farlo? Meglio, peggio?
È stato meglio! Ogni decennio è meglio! Quello dei 40 che sto vivendo meglio dei 30, che era meglio dei 20. L’esperienza non vuol dire provare posizioni acrobatiche o simili. Ma intanto sai quando ti va e non lo fai per dimostrare nulla a nessuno, poi conosci meglio il tuo corpo e quindi ti prendi quello che ti va.

L’amore muove il mondo. Scaccerà anche il Coronavirus?
Il virus lo scaccerà o un vaccino o una terapia, l’amore può scacciare la paura, forse.

Tu ami mangiare e cucinare. Il cibo può essere sensuale?
Molto erotico possono esserlo anche gli spaghetti al burro, e se un uomo mi cucina uno spaghetto molto al dente, esattamente al dente come mi piace, lo trovo un impegno molto erotico….

Hai mai conquistato un uomo con il cibo?
Con la parmigiana di melanzane si! Sempre considerando il letto il posto più comodo per fare l’amore, se tu prepari una cosa anche pesante che concilia la siesta, prima smaltisci con quella mezzoretta di sonno e dopo, dato che stiamo a letto, da cosa nasce cosa…

Cucinare insieme ad un uomo può essere erotico?
Sì lo è, in genere però non si finisce di cucinare; consiglio di preparare ma non di cuocere, perché il rischio è che si bruci, quindi se avete idee erotiche, aperitivi!

Tu e il vino.
Prima di avere mia figlia, ricordo una festa in collina durante i miei studi universitari a Siena, andai a questa festa con due miei amici maschi, che fra di loro non si conoscevano; si conobbero in modo approfondito, molto approfondito lì. Io? Approfondivo anche io la conoscenza di entrambi! Oggi negano ambedue, visto che sono sposati con due donne!

Il codice erotico del bere.
Il vino lo sceglie lui, non si toccano i bicchieri, si alzano e basta; visto che io non posso bere fino alla fine, se metà del mio lo beve lui, mi piace e lo vedo come un invito a proseguire la serata nel modo più giusto.

La cosa più divertente che hai fatto da ubriaca.
Non è divertente ubriacarsi perché si sta male! Una cosa che ho fatto da brilla, fermarmi vicino al porto della mia città di nascita, Palermo, e accovacciarmi per fare pipì perché non ce la facevo più, con grandi risate dei miei compagni. Ah, all’epoca ero già all’Università, era una rimpatriata!

Cibo del cuore, bevanda del cuore, uomo del cuore
Sicuramente un cibo salato, la pizza bianca con la mortadella che fanno a Roma in quartieri tipo il Tufello.
Bevanda: il cocktail Hugo, il migliore lo fanno all’Après Coup a Milano, un delizioso bistrot arredato con mobili d’epoca dei primi 900, con un piccolo proscenio dove fanno mini concerti jazz, un menu curatissimo e tutti cocktail che hanno una storia a partire dagli anni 20. Sottolineo che Hugo è fatto non con lo sciroppo ma con il St Germain quello vero.
Uomo del cuore: il mio papà, perché in tutti gli uomini che ho amato, mio marito ultimo in ordine di apparizione, ho sempre trovato qualcosa che mi ricorda papà, l’ho sempre cercato nell’incavo di una spalla, un polso, la dolcezza, la fermezza, la capacità di prendersi cura di me.

Capelli dorati come il grano, pelle di pesca, labbra come susine… continua tu.
Sedere sodo come un melone!

Cosa vorresti davanti agli occhi, ADESSO?
Il mare.

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Marina Baumgartner
Marina Baumgartner, romana di nascita e fiorentina d’adozione, vive e lavora a Milano, città che adora. Giornalista, ha scritto di viaggi, di persone, di storie fantastiche, di Paesi lontani. Ma anche di cibo e vini buoni, due grandi piaceri della vita. Lavora come copywriter per un’agenzia fiorentina, piena di belle idee e di bella gente. Ama viaggiare, molto spesso da sola, la buona musica, essere innamorata, le bollicine, gli spaghetti al pomodoro, la solitudine di fronte al mare, gli abbracci e gli amici veri. Scrivere è il suo respiro.

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