Gli occhi golosi e curiosi di Valerio M Visintin

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Intervista a Valerio M Visintin

Valerio M Visintin, il famoso critico gastronomico mascherato, scrive per il Corriere della Sera, per ViviMilano, per la rivista dell’Ais e per altri liberi spazi.Marina Baumgartner intervista Valerio M Visintin, il famoso critico gastronomico mascherato.

Se ti dico gourmand eyes, così senza pensarci, a cosa li associ?
Io non amo molto i termini inglesi, però mi viene in mente l’occhio di una persona golosa, un concetto anche di godimento del cibo.

Occhi golosi, curiosi… i tuoi sono occhi che hanno visto tanto, e scritto tanto; di cosa sei ancora capace di essere goloso, curioso?
Lo sono ancora, certo meno di prima, questo favorisce l’obiettività del mio lavoro anche con la scuola che avevo fondato “Scrivere di gusto”, un corso per chi vuole scrivere di cibo in maniera etica; speriamo di tornare a farla in aula; tra l’altro dovevamo inviare gli allievi al ristorante e questa parte per ora non si può fare. Come regola generale, sconsigliamo questo mestiere a chi ha un rapporto bulimico col cibo, troppo entusiasta; io comunque sono curioso di tutto, la curiosità sul cibo è abbastanza estesa perché è deformazione professionale; la cosa che più mi affascina è la lettura, direi che sono goloso anche di cose da leggere.

Amore, cibo, vino: in ordine di preferenza, parliamone.
Primo l’amore, nel senso sentimentale non erotico. Poi l’erotismo e cibo e vino che sono elementi più accessori; tengo molto all’amicizia e alla lealtà, altre forme di amore. Cibo e vino in solitudine non li vivo bene, la tavola è bella quando la condividi. Io da solo non mi apparecchio nemmeno, adoro mangiare in convivialità con qualcuno a cui voglio bene e odio i pranzi di lavoro perché non riesco a mangiare niente, mi va tutto per traverso, anche senza la maschera!

Intervista a Valerio M VisintinL’amore è il sesso? Il sesso è l’amore?
No, possono coincidere ed è la situazione migliore, se vanno assieme è perfetto, anche perché l’amore ha un valore fondamentale, il sesso è importante, si sublimano a vicenda, ma esistono anche l’uno senza l’altro; il sesso senza amore è godibilissimo e anche molto impegnativo. Ovviamente non lo pratico perché sono sposato, parlo di quando ero giovane e ci provavo letteralmente con tutte, quando capitava anche con perfette sconosciute!

Un’esperienza d’amore che vuoi raccontare.
Sicuramente a Parigi in una chambre de bonne, una romantica mansarda in cima ai palazzi nobili dove un tempo viveva la servitù, nel centro della città, un po’ bohemienne; mia moglie ed io abbiamo passato lì la vacanza più romantica della nostra vita da fidanzati, per me era la prima volta a Parigi e tutto è stato una meravigliosa scoperta.

Un’esperienza di sesso da condividere con i lettori.
Tanti anni fa, in una redazione di un quotidiano, con un redattore esterno presente! Eravamo in uno scantinato, era sabato e non c’era nessun altro a parte me e la grafica…beh, è successo, con il redattore che comunque non ha mai girato la testa, fingendo di ignorare; la sua presenza faceva parte del nostro gioco… divertente!

Il sesso è stato come te lo eri immaginato da piccolo? Meglio, peggio?
Da piccolo c’era la pulsione del sesso, ma non ho mai immaginato niente, il desiderio era molto imprecisato, la primissima volta non è stata deludente perché non avevo aspettative, di per sé è andata benissimo, ero così contentone che me ne sono fregato dell’opinione di lei… ero un ragazzino.

Tu per mestiere scrivi di cibo. Ami cucinare?
Amavo prima, lo facevo a scopo primario di intortare le ragazze. Ho capito che non funzionava un granchè, rimanevo ore e ore a cucinare ma i risultati erano sempre deprimenti, si ricordavano più del cibo che di me e le riportavo a casa intonse, il cuoco vinceva sull’uomo. Ho capito che era meglio portarle a cena fuori, mi concentravo meglio sull’obiettivo.

Il cibo può essere sensuale?
Più che il singolo cibo, l’atto conviviale del cibo può essere molto erotico, accorcia immediatamente le distanze con persone con le quali non hai consuetudine, si diventa amici a tavola, ma anche il contrario: vedendo mangiare una ragazza che mi piaceva, mi è capitato di cambiare idea.

Mangeresti ad occhi chiusi?
Una volta lo farei per provare la sensazione, ma il cibo va guardato, se ti togli questo godimento, è come fare l’amore bendati… devi vedere la persona in faccia.

Cucinare insieme ad una donna può essere erotico?
L’unica esperienza che ho è con mia moglie, la cosa meno erotizzante perché litighiamo dall’inizio alla fine, non siamo d’accordo su niente!!! Quindi ricette diverse e tempi diversi di permanenza in cucina. Ultimamente se abbiamo ospiti lei subdolamente comincia a cucinare con un giorno d’anticipo e mi frega…”già che ero qui ho fatto qualcosina” e così si prende la gloria!

Vino, bollicine, ebrezza, la testa gira e i sani principi vacillano. La cosa più divertente che hai fatto da ubriaco.
Ne ho combinate di tutti i colori nel passato, fino ai 30 anni e ci provavo con tutte. Ho molestato più donne di quello che avrei fatto da sobrio, ma sempre da gentiluomo! Diciamo che le ho corteggiate un po’ a casaccio, spesso pentendomene amaramente la mattina dopo; allora raccontavo la verità a tutte, magari avevo altre fidanzate,  candidamente lo confessavo e sortivo un pessimo effetto; ho capito che la sincerità estrema è un modo per scaricarsi la responsabilità delle azioni.

Il tuo codice erotico nel bicchiere.
Ovviamente esclude le astemie! Se una beve acqua, mi passa subito l’estro.

Cibo del cuore, bevanda del cuore, donna del cuore.
Io amo molto il pane croccante con formaggio, salame, mortadella: sapori molto semplici,  mangerei queste cose a ogni ora del giorno e della notte.
Amo i vini rosè, ho imparato a conoscerli in Corsica dove ce ne sono di splendidi, da allora li cerco anche in Italia, il Lagrein, il Chiaretto del Garda, poi mi piace quel colore, soprattutto in questa stagione guardarlo in trasparenza mi dà gioia.
Donna? Ho sempre amato le bionde un po’ algide, poi però ho quasi sempre avuto fidanzate more. Quindi le biondine tipo Barbarella sono rimaste il sogno proibito della vita.

Capelli dorati come il grano, pelle di pesca, labbra come susine…continua tu.
Non sono un fruttivendolo!

Cosa vorresti davanti agli occhi, ADESSO?
Una camera d’albergo con vista sulla laguna di Venezia.

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Marina Baumgartner
Marina Baumgartner, romana di nascita e fiorentina d’adozione, vive e lavora a Milano, città che adora. Giornalista, ha scritto di viaggi, di persone, di storie fantastiche, di Paesi lontani. Ma anche di cibo e vini buoni, due grandi piaceri della vita. Lavora come copywriter per un’agenzia fiorentina, piena di belle idee e di bella gente. Ama viaggiare, molto spesso da sola, la buona musica, essere innamorata, le bollicine, gli spaghetti al pomodoro, la solitudine di fronte al mare, gli abbracci e gli amici veri. Scrivere è il suo respiro.

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