Il coraggio di bruciare!

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Quell’aroma primitivo che è nella nostra anima prima ancora di diventare umani. Quel sapore che sempre ci colpisce in profondità.

Il pomodoro e i suoi sughi: ogni cucina, ogni chef un sugo diverso, un dettaglio, un segreto. Tanto che nel mio quaderno occupa un intero  capitolo. Tra tante ricette e “segreti”, ce n’è una che ho scoperto da mio figlio, pure lui cuoco, quando ci ha portato a casa un assaggino di “sugo bruciato”, quello del suo chef.

Sugo ai pomodori bruciati

INGREDIENTI

1 Cipolla di Tropea tagliata a fettine sottili

1 Barattolo di pomodorini pelati ( oppure mezzo chilo di ciliegini)

1 vecchia pentola con il fondo non spesso ( oppure il forno al massimo)

Passaverdura ( forse)

Basilico, olio extravergine di oliva, sale, pepe, zucchero

PREPARAZIONE

In una pentola (quella vecchia col fondo sottile ) a fuoco medio metteredue cucchiai di olio, i pomodorini la cipolla,  ( si, tutto insieme, senza rosolare), sale e pepe.

Fare andare 40 minuti, sempre mescolando. A questo punto aggiungere il basilico e controllare l’acidità, forse si dovrà mettere un pò di zucchero.

Arrivati a un’ora di cottura, controllare se si sta addensando e alzare il fuoco. A questo punto, fuoco alto, il fondo sottile della pentola  inizierà a bruciare. PRESTARE MOLTA  ATTENZIONE, perché a questo punto la ricetta prenderà la strada del successo o della rovina. Il coraggio di bruciare intenzionalmente, e non per buttare. Quandosi inizia a sentire l’odore di  bruciato, spegnere il fuoco e versare il sugo in un altro contenitore, SENZA raschiare.

Coraggio, dai! Hai in mano un sugo buonissimo e prezioso, fai volare la tua imaginazione!

PS: Puoi farlo anche con i pomodorini al forno. Per fare così, metterli in forno a 200 gradi per 30 minuti (controllare: lasciarli bruciare ma non troppo), dopo passarli nel passaverdure, e proseguire la ricetta in una padella, con olio cipolla basilico, sale e zucchero per un’altra mezz’ora, finchè gli ingredienti non siano amalgamati.

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Eduardo Busatto, Edu per gli amici, brasiliano con nonni italiani. Nella vita ha fatto l’imprenditore e il giramondo, sempre alla ricerca di sapori forti e poco usuali, collezionando ingredienti e ricette dall’Argentina al Cile, dal Perù al Messico, alla Spagna alla Francia, fino ad arrivare qui ed essere colpito a fondo dalla sue radici: l’Italia. Così colpito che ha deciso di rimanere, iniziando un percorso culinario fra Veneto, Val d’Aosta, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Sardegna. Il suo estro – e quello che contraddistingue i veri cuochi da chi sta semplicemente ai fornelli – è aprire il frigorifero e preparare la cena con quello che trova. Le sue sono ricette preziose, una fusione di culture con sempre un personalissimo tocco.

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